STUPENDA TOSCANA


Home     Abstracts       Arte e Cultura       Società&Costume      Benessere       Moda&Modi       Wine&Drinks     Fotografia    Eventi




Pittura            Scultura            Architettura            Design





DA PRATO ALLA VERSILIA

di Gabriele Noli



Da Prato alla Versilia il passo è relativamente breve. A due passi dal mare la famiglia Benelli ha costruito un impero. La Super Iride, un'azienda di insetticidi, ha fatto la fortuna di una delle dinastie più conosciute e chiacchierate della Toscana. Erano abituati a frequentare l'élite della società italiana, i Benelli. Lusso e divertimento, vizi e virtù di un'epoca apparentemente lontana e che pure qualche contatto coi giorni nostri ce l'ha. Sembra di riviverli, gli anni della "dolce vita", ascoltando Marino Campedelli. Nato a Firenze nel 1947, ha cominciato a frequentare sin da bambino la Versilia. E' il primogenito di Alice Benelli e di Aurelio Campedelli. Dopo di lui sono nati Antonietta, Riccardo, Veronica e Francesca. Aurelio scompare prematuramente: la vedova Alice decide allora di trasferirsi a Torino con i figli. E nel 1952 si sposa una seconda volta, con Gianni Giordana del Bulo. Marino cresce in fretta, ormai non è più un bambino. Grazie al suo patrigno entra alla Fiat, come apprendista. Comincia l'età delle frequentazioni importanti. Quelle torinesi, sono molteplici. Gli Agnelli (con Gianni, Marino girava in barca nelle acque della Versilia, meta vacanziera ancora prediletta della famiglia), i Pininfarina, i Lavazza, i Ferrero. Il Bar Platti e il Caffè Torino in Piazza Castello erano i salotti buoni della città della Mole Antonellina. E' lì che Campedelli (ancora adolescente) entra in contatto con il gotha dell'imprenditoria italiana. Da Torino a Roma, senza dimenticare la Versilia, dove ogni anni Marino trascorreva in totale relax i mesi più caldi dell'anno. Cambiano i personaggi, non lo stile di vita. La "dolce vita". Nel 1965, all'inaugurazione del Piper - una delle storiche discoteche della capitale - partecipa anche Marino, appena diciottenne. Un evento mondano esclusivo. Le celebrità dell'epoca, dall'attore Gigi Rizzi (grande amico di Campedelli), a Beppe Piroddi, senza dimenticare Rocky Agusta, c'erano tutte. Immortalate dal fotografo Rino Barillari, soprannominato "The King of Paparazzi". I divi erano il suo pane quotidiano, non se ne faceva sfuggire uno. Gli anni passano, i ritmi sono inevitabilmente meno frenetici. Per questo Marino si trasferisce a Forte dei Marmi, località più tranquilla rispetto alle grandi metropoli Torino e Roma. Trascorrere pomeriggi e serate in compagnia di gente importante era un piacere a cui Campedelli non sapeva proprio rinunciare. Il legame con Gigi Rizzi si fa ancor più saldo. Le frequentazioni in riva al mare non si contano: Massimo Moratti, la cantante Raffaella Riva, il principe Sebastien Furstenberg, oltre a famiglie di potere e successo come i Bindi, i Rosi, i Fallani, i Borromeo. Una vita sempre in quinta, per Marino. Grazie anche ai sacrifici di mamma Alice, che per motivi di salute è adesso ricoverata in una clinica di Firenze. I Benelli hanno lasciato il loro segno tangibile in Versilia. Alpo costruì a metà degli anni '50 la Bussola, discoteca che hanno sognare e innamorare svariati generazioni. La famiglia era proprietaria della zona delle Focette, poi venduta a lotti. Va ricordata pure quella che veniva chiamata l'area Benelli, a Lido di Camaiore. Qui sorse il villaggio Benelli, una serie di palazzine anni '60.